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E adesso?

 Pdl e Pd insieme superano il 70%. Nè laburisti e conservatori in Inghilterra, nè socialdemocratici e popolari in Germania, nè socialisti e gollisti in Francia, messi insieme raggiungono questa cifra.

Dunque, siamo il paese più bipolare d'Europa. Il paese più comunista dell'occidente si trasforma improvvisamente nel più americano.

Anzi, Nader fece vincere Bush contro Gore, ma una rappresentanza parlamentare la conquistò. Non così la sinistra italiana, che scompare del tutto

Avevo già avuto modo di indicare il PD come massimo responsabile del progetto che ha portato ora a questa situazione (non si creda che Veltroni abbia perso: uccidere la sinistra era per lui più importante che vincere) e ora si vedono i primi frutti.

Però un tonfo di questa portata (mi riferisco al 3% dell'intera sinistra, non potendosi certo considerare "sinistra" il PD) non può essere dovuto solo a motivi esterni. Qualcosa non ha funzionato.

Provo a partire dalla mia posizione personale. Per la prima volta sono stato fortemente tentato di disertare le urne, poi alla fine ci sono andato per votare Di Pietro. Un paradosso, forse. Ma non cerco nemmeno di spiegare il perchè. Basti dire che ho sentito di altri compagni, schifati definitivamente dal governo Prodi, che non sono andati a votare.

Che sia astensionismo, che sia "voto utile" che sia voto alla lega o a chicazzonesò fatto sta che l'impotenza della sinistra cosiddetta radicale ha destato tale delusione da averla fatta franare.

Si è trattato a mio avviso più di impotenza che altro. Ed è un peccato. Sarebbe come se il tecnico che ha montato male l'antifurto subisse una condanna più pesante di chi ha svaligiato la banca. Ma così è stato.

Poi c'è dell'altro.

1) Il target di riferimento. Rc ha sempre sostenuto categorie amiche messe meno peggio di altre (i metalmeccanici sono fra i lavoratori più fortemente sindacalizzati, e i dipendenti godono almeno dell'articolo 18) abbandonando al loro destino le nuove forme di emarginazione. Poi si è accorta ultimamente che esisteva il precariato. Ma era troppo tardi. E soprattutto, erano solo parole.

2) Il malpancismo generalizzato. Non si può rompere i coglioni su qualunque cosa, compresi temi delicati e scarsamente ideologizzabili (vedi ad esempio l'Afganistan) per poi alla fine votare a favore di tutto. Visto l'aria che tira, se non hai speranze di spuntarla è meglio che stai zitto. Sarebbe meglio concentrarsi su pochi temi essenziali e di interesse generale come quelli del lavoro, ed esigere almeno su questi una mediazione. A costo di far cadere il governo. Insomma, se non porti a casa niente, vuol dire che la tattica è sbagliata.

3) Lo scarso respiro internazionale. In un pianeta globalizzato sono le dinamiche capitaliste a farla da padrone. E non puoi pensare di incidere sulla realtà da una dimensione provinciale. L'avevano capito nell'Ottocento i socialisti che si riunirono nella Prima e nella Seconda internazionale prima che lo scoppio della Prima guerra mondiale, e poi la formazione del Comintern spazzassero via tutto. Invece da noi la sinistra è sempre rimasta nel suo orticello parolaio, e non si sono viste elaborazioni di grandi progetti. Anche se il mondo è cambiato dal crollo del muro di Berlino. E sono passati ben 19 anni.

4) Il tema dell'emigrazione. Qui il veterocattocomunismo pecorarobertinottiano raggiunge livelli tragicomici. Gli operai si sono accorti che l'immigrazione selvaggia serve agli industriali per tenere basso il prezzo del lavoro, e votano Lega. Bertinotti non se ne è accorto, e tiene le stesse posizioni buoniste della Confindustria.

Pubblicato il 15/4/2008 alle 3.9 nella rubrica Diario.

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