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A due anni dalla morte di Woitila - delirio

Due anni fa moriva papa Woitila. Mi ricordo Vespa che commentava che stava per tornare alla casa del Padre e io pensavo chissà dove abitava il papà del papa e tutti piangevano e tutti che dicevano che era un grand’uomo e che non si poteva fare senza e Bertinotti e Fidel Castro e i musulmani, e io che pensavo che alla fin fine era anche vero perché quando Bush aveva attaccato l’Irak Woitila ne aveva parlato male e dopo che era caduto il comunismo aveva parlato male anche del capitalismo ma poi oltre a girare per il mondo e a farsi fotografare davanti alle famiglie (che ci hò un amico che si è fatto fotografire con la moglie la bambina e il papa) che cos’aveva fatto in realtà? A parole aveva detto delle volte quello che pensavo anch’io e che pensava anche Bertinotti e che pensano la maggior parte di quelli che non si sono bevuti il cervello completamente ma basta questo per farne il più grande uomo della storia come mi sembra di avere sentito dire da qualche parte ma mi potrei anche sbagliare? E allora penso che due anni fa girando per internet mi era capitato di leggere l’intervista a Kung che era l’unico commento non emotivo che mi ricordi di avere visto dove si diceva quello che tutti avevamo capito e che poi avevamo dimenticato davanti al venire fuori di mostri molto più mostruosi di Woitila e cioè che mi si passi il paradosso non era mica stato uno stinco di santo sempre e che aveva fatto una chiesa a sua immagine e somiglianza che assomigliava anche molto poco a quella di di Giovanni ventitré e di Paolo sei che piaceva a tutti e un po’ anche se non lo dicevano piaceva anche ai comunisti che erano un terzo degli italiani ma erano anche quelli che leggevano più libri. Poi in men che non si dica era stato eletto papa Ratzinger che era come se a un governo Berlusconi fosse succeduto un governo Schifani (o un governo Prodi direbbe un maligno ma io non lo dico se no poi tutti commenterebbero solo quello) e allora io avevo pensato che Kung non aveva tutti i torti e più Ratzinger andava avanti e più mi convincevo di avere ragione ma mi rimaneva impresso quella casa del Padre che non si dovrebbe dire in un’ora di grande ascolto dove ci sono anche i bambini e dopo due anni me lo ricordo ancora e allora vuol dire che aveva turbato anche me anche se ho più di quarant’anni. E adesso mi chiedo perché mi è rimasto impresso, se è solo perché di lì dobbiamo transitare tutti e quindi anch’io e mi piacerebbe saper che destinazione mi è riservata, così tanto per sapersi regolare, oppure se c’è anche dell’altro, e allora ho l’illuminazione e mi chiedo perché la casa del Padre e non la casa del Figlio o la casa dello Spirito santo?  E allora mi do subito la risposta perché la casa del Figlio suona ridicolo specialmente adesso che un giovane guadagna mille euro al mese e una casa costa duecentomila euro ma non è solo questo è anche che la casa è il potere e il potere ce l’ha il Padre che il Figlio sarà anche la stessa persona ma sì insomma vale un po’ meno e ce l’ha anche più piccolo e il Padre non si schioda di lì manco con le cannonate e poi vuole anche la pensione e vuole commentare la morosa del figlio anche se il figlio non ha mai commentato la morosa del babbo ma siamo già nell’attualità e sto divagando. Invece è interessante che ancora oggi dopo tutto questo femminismo si va ancora nella casa del Padre a sistemarsi per l’eternità  perché il Padre è il potere e non va disturbato se no poi si incazza e ti taglia l’uccello come diceva Freud oppure ti massacra i giornalisti che fanno la fine di Baldoni o di Ilaria Alpi. Ecco perché Woitila era piaciuto anche a me quando aveva detto che Bush aveva torto, come se la moglie stanca di aspettare il marito che torna a casa ubriaco (in questo caso non è una metafora) e la picchia, avesse trovato un giorno il coraggio di prenderlo a mattarellate sulla crapa così tanto per farlo rinsavire un po’. Il guaio è che non conta un granchè il matterello se poi ti tocca vivere con lo stipendio del marito e allora la dignità e tutte le altre balle vanno a farsi fottere. Così rimane il padre ubriaco che però se fosse preso a mattarellate sempre invece che solo una volta ogni tanto prima o poi rinsavirebbe invece quando è il padrone del mondo continua a bere e continua a menare chi gli pare e tutti a dire signorsì se no poi è anche peggio e ai bambini viene detto che non è vero che il padre è ubriaco anzi pensa per loro e gli vuole tanto bene.    E loro ci credono, che altro possono fare? Però se qualcuno si svegliasse un po’ e andasse magari di nascosto da uno psicologo sarebbe anche meglio. Invece no: tutti a dire che l’ubriaco fa bene a combattere il terrorismo, chè  uno che fosse anche solo un po’ laico e che preferisse farsi cremare invece che sistemarsi per l’eternità a morire di noia (ops, era già morto, vabbè, fa niente) nella casa del Padre magari penserebbe: ma sto cazzo di terrorismo cosa significa in definitiva? Perché quelli che hanno fatto il terrorismo contro le torri gemelle sono già morti di sicuro e gli altri non sono il terrorismo al massimo possono essere terroristi ma mi piacerebbe sapere anche come fa a dirlo, un ubriaco. E allora siccome penso a Bush ma avevo pensato anche a Woitila poco prima mi viene in mente che Bush ha bisogno di un popolo bue, ma questo bue mi ricorda tanto per analogia zoologica la pecorella smarrita, il gregge.  Cazzo, ci siamo quasi: c’è un Padre che ha la casa e dunque comanda lui, e se comanda lui è perché è ricco e quindi c’ha il gregge, con tanto di cani da guardia come Vittorio Feltri per esempio, che dalla pettinatura mi sembra uno di quegli animali da esposizione che non mi ricordo di che razza siano. Allora ci siamo: Bush fa i suoi affari tirandosi dietro il gregge però ha bisogno di tenerselo anche buono il gregge e di dimostrare che ha ragione se no che Padre sarebbe?  E quelli che vanno fuori dal gregge non vanno più bene e dunque bisogna combatterli e allora ecco gli eretici che errano, perché la parola eresia deriva proprio dall’indoeuropeo er, da dove deriva errore ma anche errare, cioè andarsene a spasso a farsi i cazzi propri infischiandosene del gregge. E l’eresia veniva combattuta come adesso viene combattuto il terrorismo. E le streghe venivano messe in posti che dovevano ricordare tanto Guantanamo, prima di essere bruciate: vedete adesso come tutto si tiene?  E per combattere le streghe e gli eretici e gli infedeli che erano poi quelli che giustamente non si fidavano come si deduce anche dalla parola non si badava a spese e si mandavano gli eserciti in medio oriente, cazzo, ma c’è una concordanza anche geografica. E allora mi viene da pensare che ho studiato la storia ma poi siamo sempre da quel pero e da quel fico. Oppure no, chi lo sa: per oggi mi sono rotto le scatole di scrivere e vado di là  sperando di ricevere qualche mattarellata che mi faccia rinsavire.  

Pubblicato il 1/4/2007 alle 0.59 nella rubrica Diario.

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