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Il calcio del Gattopardo

“Cambiare tutto perché tutto rimanga come prima” era la filosofia del Gattopardo. Esattamente quello che si sta vedendo in occasione della discussa sentenza sul calcio. Alcune considerazioni ovvie che, chissà perché, non si sentono troppo in giro:

1) La giustizia, anche quella sportiva, non è uguale per tutti. Anche stavolta i piccoli, cioè Fiorentina e Lazio, sono stati puniti. I grandi se la sono cavata: il Milan addirittura è rimasto in serie A, la Juventus nella stessa categoria della Fiorentina e della Lazio, seppure con qualche punto di penalità in più. Come condannare uno che è ricorso a irregolarità per salvarsi alla stessa pena del capomafia. Succede, quando il capomafia è troppo potente.

2) Tutti parlano di “stangata”, di pene “severissime”. Addirittura Cannavò tira fuori l’iperbole della “Norimberga del calcio”. Sembra di sognare. Abbiamo perso tutti il senso della realtà. Se è vero che una società ha condizionato il campionato con sistemi mafiosi l’unica pena adeguata è la radiazione. Qui non solo non c’è la radiazione della Juventus, ma addirittura viene messa nella stessa categoria delle altre, cioè quella che permette di continuare ad incassare un bel po’ e di ritornarsene in serie A fra uno o al massimo due anni.

3) Nelle motivazioni si spiega il perché di tanta poca severità. I fatti, si dice, non sono accertati, pertanto vengono puniti i contatti sleali ma non siamo con sicurezza di fronte ad episodi di corruzione. A questo punto le possibilità sono due: o c’è del vero in quello che tutti i giornali, le televisioni e gli sportivi da bar davano per scontato, e allora siamo di fronte all’ennesimo regalo alla società più potente d’Italia, oppure non c’è nulla di concreto al di fuori delle parole più o meno millantate al telefono. E allora bisognerebbe radiare tutti i giornalisti che hanno inventato uno scandalo inesistente.

4) Per quanto ridicole (in proporzione) siano le pene per Milan e Juventus, è pazzesco vedere come tutti si atteggino a vittima. Perfino i milanisti si lamentano. Il nostro è un paese dove tutti vogliono pulizia, però tutti la vogliono dagli altri.

5) Mentre si parla moltissimo delle squadre di calcio, si parla pochissimo dei singoli. Carraro, Bergamo, Pairetto beccano 4 anni di interdizione, Lanese poco più di 2. E siamo solo al primo grado. In appello le squalifiche da che mondo è mondo si riducono ulteriormente. In teoria fra tre anni potremmo ritrovarci con la Juventus in serie A e con Lanese designatore arbitrale. Mica male, conme prospettiva. Una riforma coi fiocchi, verrebbe da dire.

Pubblicato il 17/7/2006 alle 0.24 nella rubrica Calcio, lancio di brustolini controvento e altri sport.

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